Le tensioni commerciali USA-UE fanno salire i prezzi del vino europeo negli Stati Uniti. Importatori e negozianti in allarme.
Facciamo un passio indietro: nel 2019 l’amministrazione Trump ha imposto dazi del 25% su molti vini europei. All’epoca, molte cantine europee hanno collaboratore con gli importatori americani per non far ricadere tutto il peso sugli acquirenti. Oggi però, con dazi meno alti nel settore ma un clima d’incertezza complessivamente maggiore, quelle stesse aziende paiono meno propense a farsi carico dei costi.
Durante il recente summit della National Wine Retailers Association a San Francisco, i dazi sono stati il tema principale e tutti gli operatori del settore sembrano particolarmente preoccupati anche perché l’Unione Europea ha minacciato di imporre nuovi dazi su vino e alcolici americani se non si troverà un accordo commerciale: una situazione che rischia di far partire una nuova “guerra dei dazi”.
Secondo Robert Bradshaw, dirigente della MGX Beverage Group (eminente realtà nella distribuzione di alcolici negli Stati Uniti) oggi le cantine europee temono che i dazi durino a lungoo: “Nel 2019 c’era uno spirito di squadra. Ora molti produttori si chiedono: possiamo permetterci margini ridotti per sempre?”
Già oggi, nello stato di New York, i listini mostrano aumenti del 10–15% su vari vini europei. Daniel Posner, titolare di un’enoteca a White Plains, conferma: “Nel 2019 gli aumenti arrivarono tardi. Questa volta sono partiti subito, anche del 20%”.
Alcuni rivenditori hanno provato a fare scorte in anticipo, ma non è semplice: servono liquidità e magazzini. E anche sul fronte della più grande distribuzione la situazione sembra critica – secondo Bradshaw, mentre i supermercati cercano ancora di capire cosa fare, gli scaffali senza dazi iniziano a svuotarsi: “Chi non ha comprato prima, dovrà alzare i prezzi subito”.
E i vini americani non possono sostituire quelli europei. O meglio, solo in parte; solo per le bottiglie più economiche. Come affermato dall’esperto di settore Alex Pagon: “Non c’è sostituto per Champagne e Borgogna. Più si sale di prezzo, meno alternative ci sono”.
Per gli amanti del nettare degli dei la soluzione è una soltanto, comprare adesso prima che sia troppo tardi. Come affermato da Dave Parker di Benchmark Wine Group e riportato dal sito di settore WineBusiness (da cui abbiamo tratto tutte le dichiarazioni in questo post, riprendendo in parte l’analisi): “Oggi i vini costano di più, ma domani potrebbero costare moltissimo”.
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