Il+gene+che+ti+fa+odiare+il+coriandolo%3A+non+%C3%A8+colpa+dei+tuoi+gusti
mastrosassoit
/il-gene-che-ti-fa-odiare-il-coriandolo-non-e-colpa-dei-tuoi-gusti-3083/amp/
Curiositá

Il gene che ti fa odiare il coriandolo: non è colpa dei tuoi gusti

Published by
Delania Margiovanni

Capita spesso: a tavola c’è chi sparge coriandolo ovunque e chi, al primo morso, sussurra “sa di sapone”. Niente drammi: non è questione di palato capriccioso. Qui c’entra il nostro naso… e una piccola sorpresa scritta nel DNA.

Il gene che ti fa odiare il coriandolo: non è colpa dei tuoi gusti

Mi è successo in viaggio, davanti a un taco profumatissimo. Io felice, un’amica no: “Giuro, è come masticare spugna col detersivo”. Lì per lì ci siamo fatte una risata, ma la verità è che per milioni di persone il coriandolo non sa di fresco o di agrumi: sa proprio di piatti appena lavati.

Non è un’offesa allo chef e neppure mancanza di educazione al gusto. La scienza l’ha spiegato bene. Il “colpevole” è un gene dal nome un po’ buffo, OR6A2. Questo gene costruisce un recettore del nostro olfatto molto sensibile alle aldeidi, sostanze che troviamo sia nel coriandolo sia in tanti detergenti. Se hai questa variante, quelle molecole arrivano al cervello “in stereo”: e il boccone può diventare sgradevole, a volte nauseante.

Curioso, vero? La biologia filtra la realtà. Per qualcuno il coriandolo è una festa, per altri un allarme chimico. E non siamo tutti uguali: questa caratteristica è più comune tra europei e asiatici orientali, e molto più rara dove il coriandolo è un pilastro della cucina, come in America Latina o in India. Non è moda. È natura.

Io dico sempre: in cucina si fa pace con i sapori con calma e due trucchi giusti. E qui arriva la parte pratica, quella che piace a noi.

Il trucco di casa: tritare e schiacciare per “addolcire” il coriandolo

Trito finissimo. Passate il coltello più volte, fino quasi a una crema. Due minuti, non di più. Così, pezzo piccolo, sapore più morbido. Fidatevi.

Mortaio o frullatore a impulsi. Schiacciate le foglie con un pizzico di sale, un filo d’olio e qualche goccia di lime. Fate un mini pesto di coriandolo. Le foglie si rompono, e si attenuano quelle note “saponose”. Lasciate riposare 10 minuti: migliora ancora.

Sbollentatura lampo. Se siete molto sensibili, buttate le foglie in acqua bollente 5-7 secondi, poi in acqua e ghiaccio. Cambia un po’ colore e profumo, ma smussa l’angolo.

Dose piccola e a freddo. Iniziate con 1 cucchiaio raso di trito per 4 porzioni. Aggiungetelo a fine preparazione, fuori dal fuoco. Controllate il punto e fermatevi quando “non dà fastidio”.

Aiutini acidi. Limone, lime o yogurt “domano” il sapore. Per insalate e salse: 1 cucchiaino di succo ogni cucchiaio di coriandolo tritato, riposo 10-15 minuti.

Alternative furbe. Se proprio niente: prezzemolo, menta, o un filo di finocchietto. In molti piatti fanno il loro dovere senza litigi.

Conservazione pratica:

Il pesto di coriandolo si tiene in frigo in barattolo, coperto d’olio: 3-4 giorni.

In freezer, a cubetti: fino a 2 mesi. Un cubetto in padella, fiamma dolce, e il gioco è fatto.

Vi lascio un aneddoto. A casa mia, mia zia veneta storce sempre il naso. La mia amica peruviana, invece, ne metterebbe un mazzo intero in ogni ceviche. Quando preparo le fajitas per tutti, faccio così: un piattino di coriandolo tritato finissimo con lime e sale, riposo 10 minuti, e ognuno se lo gestisce. Pace fatta, tutti contenti.

La cosa importante è ricordarlo: non è colpa dei vostri gusti. È proprio scritto lì, in quel gene chiamato OR6A2. E con due accorgimenti il coriandolo può diventare più gentile. Provate anche voi: poco, tritato, schiacciato. Vedrete che a tavola spariscono le smorfie e resta solo il sorriso.

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.

Recent Posts

Vinaigrette nel barattolo quasi vuoto: non sprecare l’ultima goccia di senape o marmellata

Questo articolo rivela come sfruttare al massimo i barattoli quasi vuoti di senape o marmellata,…

6 giorni ago

Chi ha bisogno del forno quando c’è la padella: guarda come ti gratino le patate alla perfezione

Le patate le gratino in padella e vengono ancora meglio che al forno, oggi vi…

6 giorni ago

Ho ravvivato il nero di tutti i capi scuri con un semplice cucchiaino di questo: soluzione geniale

Vi spieghiamo come ravvivare il nero dei vostri vestiti scuri, basta un semplice cucchiaino con…

6 giorni ago

La pizzaiola di carne la faccio con aggiunta di patate, così ho il secondo completo: deliziosa

La carne alla pizzaiola è uno di quei piatti che profumano di casa. Pomodoro, origano…

2 settimane ago

Panzerotti pugliesi veloci veloci, la mia ricetta è originale ma per tutti

I panzerotti pugliesi sono molto più che un semplice piatto: sono un simbolo di convivialità,…

2 settimane ago

Marmellata di bucce di anguria: la ricetta antispreco che non ti aspetti

Scopri come trasformare la buccia dell'anguria in una deliziosa confettura, unendo il gusto alla sostenibilità.…

2 settimane ago