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A Messina li chiamano pipiceddi chini e sono deliziosi per secondo: mai fatti peperoni ripieni così gustosi

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Matteo Fantozzi

Se a Messina chiedi di preparare i pipiceddi chini, nessuno avrà dubbi: sono i peperoni ripieni, una delle ricette più amate e rappresentative della cucina casalinga siciliana.

Questo piatto è un classico dei pranzi in famiglia, di quelle domeniche lunghe e rumorose, quando il profumo invade le cucine e si mescola alle chiacchiere intorno al tavolo.

A Messina li chiamano pipiceddi chini e sono deliziosi per secondo: mai fatti peperoni ripieni così gustosi (MastroSasso.it)

La parola “pipiceddi” non è altro che il modo dialettale di chiamare i peperoni. Il termine “chini” invece significa ripieni. Già da queste due parole si capisce tutto: semplicità, concretezza, sapori veri. Eppure dietro c’è una storia che racconta la capacità tutta siciliana di trasformare ingredienti poveri in piatti indimenticabili.

Le versioni cambiano di casa in casa: c’è chi li preferisce con carne e formaggio, chi con pane e acciughe, chi li arricchisce con capperi o uvetta per dare quel tocco agrodolce tipico della tradizione isolana. È un piatto che parla di radici, ma che lascia spazio alla fantasia.

In passato, i pipiceddi chini erano un modo per “riciclare” ciò che c’era in dispensa. Non si buttava nulla: un po’ di pane raffermo, qualche avanzo di carne o di formaggio diventavano il ripieno perfetto. Oggi invece sono un secondo piatto celebrato, che a tavola non delude mai. Noi, nella versione più conosciuta, li prepariamo con i peperoni, perché sono quelli che trattengono meglio i sapori e regalano al palato la giusta dolcezza.

Se vuoi scoprire come prepararli al meglio, ecco la ricetta che rende onore alla tradizione messinese, con un piccolo twist personale.

La ricetta dei pipiceddi chini

Ora passiamo alla realizzazione della ricetta dei pipiceddi chini, sicuri che vi piaceranno molto anche a voi. Si fanno in un attimo e sono perfetti per il nostro pranzo.

La ricetta dei pipiceddi chini (MastroSasso.it)

Andiamo a vedere come si fanno nel dettaglio.

Ingredienti

  • 4 peperoni medi (rossi o gialli, a piacere)

  • 200 g di pane raffermo ammollato nel latte

  • 2 uova intere

  • 80 g di pecorino grattugiato

  • 50 g di caciocavallo a dadini

  • 2 filetti di acciughe sott’olio

  • 1 cucchiaio di capperi dissalati

  • Una manciata di pinoli tostati

  • Qualche foglia di basilico fresco

  • Sale e pepe q.b.

  • Olio extravergine d’oliva

Procedimento

  1. Lava i peperoni, taglia la calotta superiore e tienila da parte. Elimina semi e filamenti interni.

  2. Ammolla il pane raffermo nel latte per qualche minuto, poi strizzalo bene e mettilo in una ciotola capiente.

  3. Aggiungi al pane le uova, il pecorino, i dadini di caciocavallo, i capperi, i pinoli e i filetti di acciuga sminuzzati. Mescola fino a ottenere un impasto omogeneo.

  4. Regola di sale e pepe, poi profuma con basilico fresco spezzettato a mano.

  5. Riempi i peperoni con il composto, senza esagerare per evitare che in cottura fuoriesca. Rimetti sopra la calotta come “coperchio”.

  6. Disponi i peperoni in una teglia unta con olio, irrorali con un filo d’olio e cuoci in forno statico a 180°C per circa 40-45 minuti, finché risultano morbidi e dorati in superficie.

Il bello dei pipiceddi chini è che il giorno dopo sono ancora più buoni, perché i sapori si amalgamano meglio. C’è chi li gusta caldi appena sfornati e chi invece li preferisce a temperatura ambiente, con una fetta di pane croccante.

E tu, come li mangeresti? Caldi o freddi?

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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